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Quindici Giovedì di Santa Rita
Basilica Santa Rita Cascia

Ripercorriamo insieme la vita della santa stigmati…

Teresina Natalino. Il coraggio del perdono

30/04/2013

Festa di Santa Rita. Ecco una delle donne che riceverà il Riconoscimento Internazionale

Teresina Natalino è una delle cinque “donne ritiane” che - per l’edizione 2013 della Festa di Santa Rita da Cascia - riceveranno il Riconoscimento Internazionale Santa Rita, il prossimo 21 maggio, alle ore 17.30, nella Basilica omonima del Santuario in provincia di Perugia.

Il 5 dicembre 2010, sulla statale 18 in località Sant'Eufemia di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, un ragazzo di origine marocchina di ventidue anni, sotto l’effetto di stupefacenti, ha travolto, uccidendoli, otto ciclisti, che tornavano dal solito giro domenicale, tra Lamezia e Amantea. Il ragazzo stava probabilmente effettuando un sorpasso e, dopo aver investito il gruppo, ha perso il controllo della vettura, ed è finito fuori strada rimanendo ferito. Tra le vittime, anche il marito di Teresina Natalino, Fortunato Bernardi, titolare della palestra “Atlas”, luogo a cui il gruppo amatoriale di ciclisti era legato.

La figlia scrive “eravamo la famiglia perfetta in cui i genitori si vogliono bene e vivono in amore ed armonia”.
Per tutta la vita i due coniugi, due insegnanti di educazione fisica nella scuola media, si sono dedicati all’insegnamento, prima ai figli, e poi a tutti gli alunni, di principi come la legalità, la giustizia, la non violenza. Ed è proprio in questi momenti bui, in cui tutto sembra che ti crolli addosso che Teresina, guidata dalla fede, ha avuto la forza di mandare un messaggio:  “ragazzi adesso calma, non cercate vendetta, non seminate odio e discordia, perché sono sicura che anche il vostro amato professore  avrebbe detto la stessa cosa”.

Nei giorni successivi all’incidente, a don Pietro Gallo, il parroco della chiesa di Santa Maria Goretti, Teresina parlava dei suoi studenti, della scuola media di Gizzeria, il comune lametino con la più alta concentrazione di immigrati, e diceva ho tanti alunni marocchini, tanti bambini che spero presto di rivedere e di poter riabbracciare. Ecco voglio adesso dir loro che il mio bene non è mutato e tornerò in classe senza rancore, con la voglia intatta di dialogare ancora.”
Teresina manda dunque un messaggio di amore e di perdono, perdona il ragazzo che ha tolto la vita a suo marito, dichiarando che lo stesso Fortunato “se fosse stato vivo, avrebbe fatto la stessa cosa”.

Di nuovo la figlia di Teresina racconta “Il motto della  mia mamma è: Chi ama, perdona; Chi odia non ama la vita e la distrugge.”
Fiduciosa comunque nella legge Teresina, ancora al parroco, all’indomani dell’incidente rivelava “quello che m’importa veramente non è tanto che il ragazzo marocchino venga punito, quanto piuttosto che egli capisca, che si renda conto, che impari qualcosa da tutto il male che ha fatto. Non conta la pena. Conta l’educazione”.

Per conoscere le altre donne che riceveranno il prestigioso Riconoscimento Internazionale Santa Rita.

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