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Cascia

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Diario da Bulacan

15/06/2012

Testimonianza sul Progetto Filippine dalle Monache della Missione

Nella Casa d’Accoglienza Madre Alessandra Macajone, sono 200 le famiglie povere che ogni giorno vengono aiutate concretamente con medicine, cibo, vestiti, istruzione oltre che assistite spiritualmente. Centinaia di persone hanno ricevuto amore aiuto concreto dalle missionarie agostiniane, che vivono nella stessa comunità. Ecco una testimonianza che ci arriva proprio dalle nostre amate missionarie di Bulacan.
Per sapere come aiutare la Missione nelle Filippine, clicca qui.

 

Carissimi Amici della Missione e devoti della nostra amata Sorella Santa Rita,

Il 23 marzo, abbiamo avuto con noi un piccolo gruppo di catechiste della Parrocchia di Santa Rita di Guiguinto che, nel 2008, è stata onorata con il privilegio del Gemellaggio con la Basilica madre di Santa Rita in Cascia. È stata una gioia ridestare e rinverdire la memoria di quell’evento che ha significato tantissimo anche per la nostra Comunità, che ebbe la felice possibilità di essere il tramite di tutto il movimento di preparazione.

Il cammino continua nella fede, come dice San Paolo, che vede e si muove attraverso la carità delle opere. E questo è anche quanto ci insegna Santa Rita e siamo felici che la semplicità di questo insegnamento paolino continui ad irrigare il mondo anche attraverso questa nostra Sorella, fatta grande dall’intimità della sua adesione d’amore al Dio Crocifisso. È forse la piccolezza evangelica del linguaggio che continua ad attrarre tanti lungo la via della vita e della riconciliazione, a creare rivoli di bontà, perché anche i meno fortunati abbiano la possibilità di godere del bene della salute e la gioia dell’istruzione. È così, infatti, anche per tanti nostri Amici qui nel remoto Purok 8 del Barangay Tungkong Mangga, dove sorge il nostro Monastero.

Essi usufruiscono della generosità della vostra carità e della sovrabbondanza del vostro cuore. Quando si è lontani da casa, ogni cosa che “ricorda” il calore, l’affetto vissuti in essa, è sempre grandemente accolto. Allo stesso modo, il costante fluire di gesti di carità, di solidarietà, di fraternità, rimandano alla Sorgente da cui il nostro stesso bene della vita procede… ed esplode ed espande di gioia in gioia… Siamo nell’Immensa Vita che tutti ci abbraccia e redime. È davvero un sentire Dio ravvicinato, un riconoscere la sua presenza, il suo Cuore che ama attraverso quanti donano del proprio per aiutare altri.

Due, sono principalmente i grandi bisogni dei nostri amici del vicinato: la possibilità economica di frequentare almeno la scuola dell’obbligo e la salute così grandemente minacciata dalla precarietà di cibo e di condizioni di vita. Sta per terminare l’anno scolastico e la gioia della promozione è offuscata grandemente dall’incognita dell’anno che viene: potrò continuare i miei studi? È il dramma confidatoci da alcune delle giovani che frequentano il Monastero e che aspettano aiuto.
La salute è ancora un altro capitolo scritto in nero.

Proprio qualche giorno fa, ci è stato chiesto aiuto per un ragazzo di 11 anni, trovato in fin di vita dalla nonna che, da allora, ha continuato a prendersi cura di lui. Ora, anche lei è bloccata in un letto e così hanno chiesto aiuto a noi. Ma non solo lui, anche il fratello di 15 anni ha febbre e forti dolori allo stomaco, da Natale scorso. Lo abbiamo portato alla nostra dottoressa che ha richiesto delle analisi e gli ultrasuoni. Ieri sera abbiamo ricevuto i risultati: il ragazzo ha dei calcoli ai reni, cercheremo il consiglio della dottoressa in merito.

Qui, è proprio come le ciliegie, ne prendi una e ne vengono tante. Anche un’altra giovane ragazza sordomuta, di cui da anni ci prendiamo cura, è appena uscita dal coma dopo attacchi di epilessia. La mamma, inoltre, è venuta diverse volte per chiedere un aiuto economico. Scusatemi, per questa carrellata di fatti, ma affidarli a voi è come parlarne a Dio che si prende cura di tutti, indistintamente, e farvi giungere il nostro sincero sentito GRAZIE!

Grazie, per quanto ci consentite di fare attraverso la generosità dei vostri cuori che mai cessano di dare frutti di carità. Attraverso di voi, si fa concreta l’esortazione di San Leone Magno, che abbiamo letto in questi giorni nell’Ufficio delle Letture:
La nostra generosità si fa più larga verso i poveri e i sofferenti perché siano rese grazie a Dio dalle voci di molti. Non abbiamo timore, in queste donazioni di diminuire i nostri beni, perché la benevolenza stessa è già un grande bene, né può mancare lo spazio alla generosità, dove Cristo sfama ed è sfamato. In tutte queste opere interviene quella Mano, che spezzando il pane lo fa crescere e distribuendolo agli altri lo moltiplica.”

E… se, anche quando teniamo il minimo per noi vogliamo anche un massimo di guadagno, facciamo tutto con gioia. È questa, l’unzione dello Spirito che aleggia, semina, ricrea e continua a portare vita ininterrottamente. Nel fraterno costante abbraccio della preghiera e nella gioia della Risurrezione, che sempre ci viene donata, con cuore grato,

le Sorelle di Bulacan e tutti i nostri Amici.

 

(L'estratto di questo articolo è stato pubblicato su Dalle Api alle Rose nr. 3-2012)

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