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Questo per venire incontro a delle necessità
familiari, quali potevano essere lavori
momentanei, malattie di un genitore, momenti
di crisi famigliare.
Ricordo di aver incontrato alcune difficoltà
tra le famiglie nel far capire l’importanza
dello studio e della conoscenza per le
loro figlie. Finita la terza media, molte
di loro tornavano in famiglia e solo pochissime
continuavano gli studi. Le suore capirono
subito le esigenze interiori e diedero
l’opportunità, a chi voleva,
di proseguire la formazione scolastica
nelle scuole del territorio, oppure era
loro permesso di frequentare le scuole
magistrali o le scuole per infermieri
nei centri più vicini.
Come arrivavano le bambine all’Alveare?
Attraverso la richiesta dei parroci, della
Caritas, dei Servizi Sociali, delle famiglie
o attraverso il collocamento da parte
del Tribunale per Minorenni.
Nel 1979 la terra trema e tutto il Comune
di Cascia subisce gravi danni. L’Alveare,
essendo una struttura solida, forte ed
antisismica, è colpito solo lievemente.
Questo perché era stato costruito
scrupolosamente e con ottimi materiali
grazie alla beneficenza dei tanti benefattori.
Con il terremoto molte famiglie rimangono
senza casa e molti bambini senza scuola.
Ricordo che in quel periodo venne a farci
visita il Provveditore agli Studi di Perugia
prof. Giuseppe Maria Grande e chiese alla
Badessa del Monastero di ospitare una
parte delle scuole. Si congratulò
per la grande disponibilità delle
monache.
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