Regno Unito - Honiton

Una rosa dedicata a lei.

“Quella che noi chiamiamo rosa, anche chiamata con un’altra parola avrebbe lo stesso odore soave”.
(William Shakespeare, Romeo e Giulietta)


Al Centro di Rita di Honiton, abbiamo la nostra “rosa ufficiale”, una rosa nuova chiamata “La Rosa di Santa Rita”. La rosa è stata coltivata e così chiamata in onore di questa incredibile santa dei disperati. La storia della vita di Santa Rita ci dice che nel gennaio 1457 mentre Rita stava morendo, chiese a una parente di portarle una rosa dal giardino alla sua vecchia casa di Roccaporena - una richiesta strana, perché era il mese di gennaio. La parente andò nel giardino e con grande stupore trovò una solitaria rosa in fiore. Dopo aver portato la rosa al capezzale di Rita, si narra che tutta la stanza si riempì di profumo di rose.


Il Santuario inglese dedicato a Santa Rita da Cascia si trova presso il Centro degli Agostiniani Recolletti di Honiton, Devon, dove il 22 maggio di ogni anno, centinaia di suoi devoti visitano il santuario per la Santa Messa e la tradizionale benedizione delle rose.


In seguito alla Messa di quest’anno, la nuova rosa è stata benedetta e piantata presso il Centro da P. Gerald Wilson, Vicario Provinciale dell’Ordine degli Agostiniani Recolletti. La rosa ha il colore di un bel limone giallo, scelto perché il giallo è simbolo di gioia, felicità, ottimismo, idealismo, immaginazione, speranza, sole, estate, oro e filosofia ed è disponibile a chiunque. Per informazioni, potete visitare il sito www.worldofroses.com.


Honiton è anche famosa per i suoi merletti e, presso il Santuario conserviamo un’immagine di Santa Rita realizzata col nostro tipico merletto da Pat Perryman, molto conosciuto nella nostra città per i suoi lavori.
Sempre al santuario, si trova una reliquia autenticata di Santa Rita e uno stendardo molto bello, fatto e presentato al Centro Santa Rita da un devoto della Santa proveniente da Alfaro, in Spagna.

(dalla comunità del Santuario Santa Rita di Honiton, Inghilterra. Articolo pubblicato su “Dalle Api alle Rose” nr. 5-2011)

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