Siria - Aleppo

Mons. Giuseppe Nazzaro, Vescovo titolare di Forma e Vicario Apostolico di Aleppo, risponde alle domande di Maria Chiara Albanese.

La Siria ha 19.405.000 abitanti (di cui 2.985 milioni vivono ad Aleppo, mentre 2.527 milioni a Damasco, la capitale). Lingua ufficiale: l’arabo. Il 74% della popolazione è musulmana sunnita, i cristiani sono il 10%. Aleppo è tra le più antiche città del mondo. Crocevia tra oriente e occidente, Aleppo è caratterizzata da una mescolanza di culture e religioni diverse.

Da Avellino ad Aleppo la strada è lunga. Mons. Nazzaro, è un cammino o un cambiamento? Avevo tredici anni. Era il 10 ottobre 1950, quando da Atripalda (in provincia di Avellino, ndr) si partì per Roma, stipati in una vecchia Fiat. Arrivati nei pressi di Roma, davanti a un istituto, il parroco disse all’autista: «Si fermi»; dal portone uscì un frate, mio padre disse: «sono francescani». Così, mi avviai verso quel portone che mi avrebbe poi aperto la strada per la Terra Santa, per il Medio Oriente e per la Siria. L’11 settembre 1955, con altri tre compagni mi sono imbarcato da Brindisi diretto a Beyrouth e di lì a Gerusalemme.

Lei è una personalità di riferimento non solo per i fedeli cristiani nella città. Un’eccezionalità in un mondo pervaso da conflitti religiosi... come si stabilisce il dialogo interreligioso? Beh, dovunque sono stato in Medio Oriente ho sempre rispettato il paese che mi ha ospitato e le sue Istituzioni. Il dialogo interreligioso lo si stabilisce, prima di tutto conoscendo chi siamo, cosa crediamo e come agiamo in base al proprio credo.

E la devozione a Rita, la santa del dialogo, cosa ci può dire? In quasi tutte le Chiese, di tutti i riti, esiste la sua statua. Molti pregano Santa Rita dei casi impossibili. È soprattutto invocata dagli studenti. La sua festa, il 22 maggio, è particolarmente sentita e la gente ci tiene a portare a casa la rosa benedetta in suo onore per la circostanza. Assieme a S. Antonio di Padova e Teresa di Lisieux, Rita è la Santa occidentale più venerata qui in oriente.

Aleppo è un’oasi di pace in Siria, lontana dagli scontri che hanno infiammato il paese negli ultimi mesi. Quale crede sia il successo di questo cambio nella città rispetto al resto della Siria? Aleppo è una città di commercianti. La popolazione non ha alcun interesse a perdere quanto ha acquisito col sudore della propria fronte e col sacrificio quotidiano. Una seconda ragione ritengo sia quella che Aleppo non è una città di frontiera e quindi non facilmente possono arrivare le armi tra la gente. È troppo lontana per subire il ricatto di gente interessata a destabilizzare il paese.

Testimonianza pubblicata anche sul nr. 1-2012 di Dalle Api alle Rose

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