Italia - Torino

La dimensione familiare del culto.

Don Lello Birolo, parroco del Santuario-Parrocchia Santa Rita di Torino, risponde alle domande di Roger Bergonzoli.

Quarto comune italiano per popolazione (dopo Roma, Milano e Napoli), Torino è abitata da più di 907 mila abitanti. Il Santuario-Parrocchia Santa Rita di via Vernazza 38, si costituisce il 22 maggio, festa della Santa, del 1928 per dare assistenza religiosa a una zona, quella della Barriera di Orbassano, non ancora raggiunta da altre parrocchie e già molto devota alla Santa di Cascia.

Il Santuario di Santa Rita a Torino ha una particolarità: è un Santuario-Parrocchia. Perché si è sentita l’esigenza di creare quest’ambivalenza? Nel 1928 è nata la parrocchia di Santa Rita; così denominata dalla devozione di Mons. Giovanni Baloire, suo fondatore. La qualifica di “santuario”, l’ha data il popolo, di sua iniziativa. Il Vescovo e la Curia non hanno mai scritto qualcosa nei documenti ufficiali. È il popolo cristiano che ha fatto quello che la devozione gli ispirava. Il nostro è un santuario di fatto, per elezione popolare.

Che rapporto hanno i parrocchiani con Santa Rita? La devozione popolare la considera una “santa ausiliatrice”, una santa che “aiuta”! Santa Rita è un’amica di Dio, che ha vissuto tante stagioni, simili a quelle vissute da chi innalza gli occhi verso di Lei. Il popolo cristiano la “sente vicina”. Il dono più alto della presenza carismatica di Rita nella nostra comunità è l’amore al Cristo Crocifisso. La nostra parrocchia è ricca di amore e devozione al Crocifisso.

Qual è la peculiarità del culto ritiano nella vostra comunità? Essendo un santuario cittadino, in un territorio metropolitano, l’espressione più consueta del culto è il pellegrinaggio familiare. Non occorrono organizzazioni, viaggi, ecc. La famiglia monta in macchina, o sale sui mezzi pubblici, ed arriva, da ogni parte della città. Il pellegrinaggio familiare è molto spesso guidato dagli anziani di famiglia; oppure si stringe attorno al familiare malato, in carrozzella. La caratteristica familiare è confermata dalla predilezione delle spose in attesa preoccupata, delle giovani mamme, per Santa Rita. Le portano “in visione” il figlio ricevuto, offrendo il fiocco azzurro o rosa, annuncio della nascita sospirata.

In questo momento di grave crisi economica, sulla scia del messaggio ritiano, cosa si può e si deve dire a tutti coloro che stanno soffrendo, anche perché sembrano privati della speranza nel futuro? C’è sempre una via per uscire dalle rovine: chi continua ad avere fiducia in Dio la trova. Come Rita. Siamo sempre sotto lo sguardo d’amore del Padre! Non c’è l’approdo alla gioia, senza percorrere la via della Croce. Il tempo della crisi economica non potrebbe essere una formidabile voce di Dio che chiama a conversione? Forse è un tempo propizio perché nel cuore di ogni uomo possa tornare a risuonare la domanda: “dov’è il tuo tesoro?”.

Testimonianza pubblicata anche sul n. 5-2012 di Dalle Api alle Rose.

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