Si entra poi nella
sala della preparazione alla confessione;
sul muro pannelli in marmo con
disegni e frasi che aiutano a
riflettere. Qui si può
assistere ad una proiezione di
circa dieci minuti.I confessionali
sono situati in due cappelle;
essi sono piccole stanzette semplici
ed accoglienti. Nella prima cappella
al centro c'è il crocifisso
e l'ambone, mentre nella seconda
vi è un display luminoso
su cui appaiono a intervalli regolari
alcune frasi della sacra scrittura.
Ci sono sacerdoti confessori che
parlano, oltre l'italiano, le
lingue moderne più diffuse.
Il pellegrino prosegue il cammino
e giunge al termine del percorso
penitenziale. In una nicchia sono
abbandonati il mantello, il bastone,
la bisaccia e i calzari del figliol
prodigo. In questo modo altamente
simbolico l'artista ha voluto
esprimere la decisione del figlio
di abbandonare il male ed essere
una creatura nuova.
L'ultimo atto
del cammino penitenziale è
la gioia e la gratitudine per
il perdono ricevuto. Infatti ci
si trova nella sala del ringraziamento
con al centro la statua del Cristo
risorto, di Armando Marrocco,
è un bellissimo gruppo
di gabbiani in volo. Sulla parete
è scritto: IN CIELO SI
FA PIÙ FESTA PER UN PECCATORE
CHE SI CONVERTE CHE PER NOVANTANOVE
GIUSTI CHE NON HANNO BISOGNO DI
CONVERSIONE (Lc 15,7).