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    RESTAURATION
    SPLENDE UN GIOIELLO DEL TRECENTO
    Dopo un lungo e complesso restauro, riaperta la chiesa agostiniana di Cascia
    La struttura in una zona anticamente prescelta dagli eremiti

    (I) CASCIA - Un gioiello che torna a disposizione. L'opera è il frutto della sinergia del Fondo per gli Edifici di Culto del Ministero dell'Interno, proprietario del sacro edificio a seguito della soppressione intervenuta nel 1886, che ha finanziato l'intervento, della Soprintendenza per i Beni Architettonici dell'Umbria e del dipartimento di Scienze, Storia dell'Architettura dell'Università di Chieti-Pescara che ha qui attivato un cantiere-scuola.
    Sul luogo dove sorge la chiesa a S. Agostino era, in origine, una cella monastica con oratorio, dedicata a San Giovanni Battista; proprio il carattere inconsueto della sua disposizione, sulla sommità di un colle e lontano dal centro abitato, testimonia di un "tipo" evidentemente ancora improntato su canoni eremitici. L'impianto, almeno nelle forme attuali, è tuttavia da attribuirsi al XIV secolo: ad aula unica con abside semicircolare, la chiesa presenta una facciata, interrotta da una cornice marcapiano scolpita a fiori cruciformi, con terminazione a timpano sebbene in origine dovesse disporre di una soluzione terminale rettilinea, verosimilmente crollata a seguito di un evento sismico.

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