Gli Artisti che Hanno Lavorato alla Basilica

Il progetto della Basilica di Santa Rita da Cascia è ad opera degli architetti milanesi Giuseppe Calori e Giuseppe Martinenghi. Quest’ultimo, disegna anche la facciata, realizzata in travertino di Tivoli, dove campeggia una grande croce sorretta ai lati da sei angeli e inserita in una finestra ad arco. Ai lati, svettano due torri campanarie. La pianta è a croce greca: alle estremità dei bracci, sono poste quattro absidi coperte da semicupole, mentre al centro sta una grande cupola ottagonale. Lo stile è moderno, d’imitazione bizantina e romanica.

Diversi, gli artisti che nel corso degli anni hanno contribuito a rendere la Basilica di Santa Rita da Cascia una vera e propria opera d'arte, incastonata sul colle Sant'Agostino.

ARMANDO MARROCCO
Nell’abside principale, le vetrate raffiguranti alcuni miracoli eucaristici sono opera del pittore e scultore Armando Marrocco (Galatina, Lecce - 1939).
La Basilica Inferiore ospita, tra i suoi lavori, la croce astile con Crocifisso, gli scranni per i celebranti, l’ambone e l’altare, in marmi policromi. Le sue pregevoli vetrate con i santi agostiniani umbri, alternati da paesaggi locali, danno all’insieme un tocco di colore e di luce. Nel transetto destro, Marrocco, con la consueta abilità, realizza la cappella del Miracolo Eucaristico e del Beato Simone Fidati.

ARTEMIO GIOVAGNONI
La cappella di Santa Rita custodisce la lampada votiva in bronzo, dono del comune di Cascia il 22 maggio del 1981, realizzata dal’artista Artemio Giovagnoni (Perugia, 1922 - Corciano, Perugia, 2007).

CESARINO VINCENZI
Nel transetto sinistro della Basilica Inferiore, è possibile ammirare la tela “Santa Maria Maddalena in pianto”, dello scultore e pittore Cesarino Vincenzi (Bologna, 1915 - 2011).
Nell’abside d’ingresso, l’altare laterale di San Giuseppe con il bambino Gesù è una sua opera, così come anche il Sant’Agostino della volta della sacrestia.

EMILIO MONTI
Il grande pulpito in noce, all’interno della Basilica, è opera dello scultore Emilio Monti (Milano, 1901 - 1981).

EROS PELLINI
L’artista Eros Pellini (Milano, 1909 - 1993) scolpisce sul portale d’ingresso della Basilica di Santa Rita gli episodi della vita della Santa, racchiusi in dieci bassorilievi: (dall’alto, a sinistra) Rita con le api; Rita insegna ai figli a pregare; morte del marito; ingresso al monastero; prova dell’obbedienza; Rita suora dona il pane ai poveri; Rita riceve la stigmata; il pellegrinaggio a Roma; le rose e i fichi in inverno; il transito.
All’interno della Basilica, troviamo “Santa Rita dispensatrice di grazie”, scolpita sul basamento dell’urna di Santa Rita, nella cappella omonima. Sui quattro lati esterni dell'arca in cui è contenuta l'urna, sono rappresentate da quattro angeli le virtù cardinali: temperanza, fortezza, giustizia, prudenza (sono visibili da fuori la fortezza, Angelo con scudo e spada, e la temperanza, Angelo con brocca e calice). Anche la Via Crucis su pannelli di marmo bianco, che percorre le pareti tutt’intorno sono dello scultore.
Nella Basilica Inferiore, Pellini realizza le statue poste lungo le pareti e l’Ultima Cena, sul paliotto in marmo, sotto l’altare.

FERRUCCIO FERRAZZI
Il pittore Ferruccio Ferrazzi (Roma, 1891 - 1978) immagina per l’abside di Santa Rita i tetti di Cascia su cui si apre una grandiosa visione, contemplata da un pastore a guardia del gregge (a sinistra di chi osserva). Al centro della visione, sta il Cristo giudice, seduto in trono con, alle spalle, una croce luminosa; ai suoi piedi, Santa Rita poggia dolcemente la testa sulle ginocchia del Salvatore. Umile e fiduciosa intercede grazia e misericordia per i suoi devoti. Tutt’intorno, rotea una schiera di angeli in un bel gioco di luci e di colori. Sulla destra di chi osserva, lo scoglio di Roccaporena con Rita bambina tra le nubi, dono del cielo alla nostra terra.
Nell'arco trionfale sono raffigurati due episodi ritiani: Rita guarisce dalla stigmata sulla fronte, Rita pellegrina Roma per l'anno santo 1450 ai piedi del Papa Niccolò V. Nella fascia del matroneo, ci sono le virtù teologali e cardinali.

GIACOMO MANZÙ
Nella zona dell’abside principale, dove è posto l’altare, Giacomo Manzù (nome d’arte di Giacomo Manzoni, Bergamo, 1908 - Roma, 1991) realizza un capolavoro scultoreo, autentico inno dell’arte alla santità di Rita. Il tabernacolo, a forma ovale con sopra spighe di grano e tralcio di vite e al centro una rosa, simboleggia la vita e la pace che è l'Eucarestia, in esso contenuta, il Cristo Signore. I pannelli laterali sono rami di ulivo con colombe "vero simbolo della santa: la pace dello spirito", come dichiarato dallo stesso artista. La mensa dell'altare, una lastra di cristallo, è appoggiata sui rami ritorti di una vite, fusi in un'unica colata di bronzo dorato a mercurio. Lo splendido crocifisso, tutto sfigurato dalla sofferenza pende da una croce a forma di palme di ulivo per esprimere che è da lui che proviene la pace in tutte le sue dimensioni: verso l'alto, verso i fratelli, verso il creato. Il ramoscello d'ulivo, dalle evidenti connotazioni bibliche, è appoggiato dal Manzù anche sull'ambone e sulla lampada eucaristica. Queste ammirevoli sculture in bronzo dorato celebrano molto bene la figura umile e semplice di Santa Rita, costruttrice di pace e di amore con il perdono e il dono di sé.

GIOVAN BATTISTA GALIZZI
Lungo le pareti della cappella di Santa Rita, è possibile ammirare sette pregevoli tele di Giovan Battista Galizzi (Bergamo, 1882 - 1963). Partendo da sinistra, Galizzi raffigura alcuni dei momenti principali della vita di Rita: nascita di Santa Rita e le api, Rita e i figli davanti al crocifisso, ingresso al monastero, prova dell'obbedienza, stigmatizzazione, pellegrinaggio a Roma, transito di Santa Rita.

GISBERTO CERACCHINI
L'affresco del catino, nell’abside dell’Assunta, raffigura l'Assunzione di Maria. È stato realizzato dal pittore Gisberto Ceracchini (Foiano della Chiana, Arezzo, 1899 - Petrignano del Lago, Perugia, 1982). In alto, sta la Vergine che ascende al cielo circondata da angeli in festa. Gli apostoli, intorno alla tomba vuota guardano Maria che si eleva da terra, colmi di stupore. Ai lati, la città di Cascia e lo scoglio di Roccaporena. L'armonia e la vivacità dei colori, come il movimento dei personaggi dà a chi guarda una sensazione di festa e di riposo. Nell'arco trionfale, si trovano raffigurate la Vergine che riceve la comunione prima del transito e la Deposizione di Gesù dalla croce nelle braccia della madre.

GIUSEPPE VALERIO EGGER
L’artista ticinese realizza la pala sull’altare raffigura la Madonna della Consolazione, seduta in trono con il bambino sulle ginocchia e ai lati Sant'Agostino e Santa Monica che ricevono la cintura, simbolo della famiglia agostiniana. L’opera è posta nell’abside dell’Assunta.

LUIGI FILOCAMO
Gli affreschi dell'abside principale sono opera di Luigi Filocamo (Alessandria d’Egitto, 1906 - Milano, 1988), che nel catino raffigura, all'aperto con cielo azzurro, l'Ultima Cena. La prospettiva dà al visitatore la sensazione di essere atteso e invitato al convito.
Nell'arco trionfale sono rappresentati il sacrificio di Isacco, con Abramo che brandisce il coltello, e la Pasqua ebraica, profezie veterotestamentarie dell’Eucarestia.
Nella fascia del matroneo, partendo da sinistra beati e santi agostiniani: Federico da Ratisbona (Germania + 1329) mentre riceve la comunione da un angelo, Giuliana da Cornillòn (Belgio + 1259) mentre attraversa le fiamme con un calice in mano per dimostrare la presenza reale di Cristo nell'Eucarestia, Grazia da Cattaro (Croazia + 1508), Tommaso da Villanova (Spagna + 1555) Nicola da Tolentino (Italia + 1305) Limbania da Cipro (secolo XII), Agostino (Algeria + 430) con ai piedi un'aquila simbolo di grandezza e di elevatezza di pensiero, Veronica da Binasco (Italia + 1497), Giovanni da Sahagùn (Spagna + 1479), Alfonso da Orozco (Spagna + 1591), Santa da Cori (Latina, Italia + 1392), Rita da Cascia (+ 1457), Simone Fidati da Cascia (Italia + 1348) mentre assolve il sacerdote del miracolo eucaristico avvenuto nel 1330, Maria Teresa Fasce da Torriglia (Genova, Italia + 1947).
In fondo al presbiterio, nella Basilica Inferiore, è conservata la tela del Sacro Cuore di Gesù.

LUIGI MONTANARINI
La grande cupola ottagonale, nella zona centrale, è stata affrescata da Luigi Montanarini (Firenze, 1906 - Roma, 1998). Al centro, sta una colomba, simbolo dello Spirito Santo, mentre tutt’intorno s’irradia la gloria dei santi agostiniani. La composizione è continua e va dalla lanterna, alle vele, ai piloni; copre una superficie di circa 300 metri quadrati ed è dipinta a vero fresco. Nelle vele in mezzo a gruppi di angeli dalle vesti variopinte, si notano Santa Rita, Sant'Agostino, Santa Chiara da Montefalco, San Nicola da Tolentino, il Beato Simone da Cascia, San Giovanni da Sahagùn, la Beata Giuliana da Cornillòn, San Tommaso da Villanova.
Sui piloni, Montanarini ha dipinto, sempre in stile neobizantino, con colori vivaci e figure allungate, il transito di Santa Rita, la canonizzazione, le opere ritiane, l’elevazione del Santuario a Basilica.

SILVIO CONSADORI
Ricche di colore, le splendide vetrate raffiguranti la vita della Madonna, dalla sua presentazione al tempio alla Pentecoste, sono state realizzate dall’artista Silvio Consadori (Brescia, 1909 - Burano, Venezia, 1994).
Nell’abside d’ingresso, l'affresco dell'adorazione della croce troneggia sotto una grande scritta in latino: Si exaltatus fuero a terra omnia traham ad me ipsum (Quando sarò innalzato da terra attirerò a me ogni creatura). Tutti i personaggi in processione, quasi in una liturgia da venerdì santo, si recano a rendere omaggio alla croce, strumento della nostra salvezza. A sinistra della grande croce, per chi osserva, l'autoritratto dell'artista con manto verde e libro rosso in mano.
Nell'arco trionfale sono dipinti: la preghiera di Gesù nel Getsemani con gli apostoli addormentati e il ritorno delle donne dal Calvario; il dolore dei personaggi è riprodotto con grande realismo. Nella fascia del matroneo sono raffigurati episodi della vita di Gesù; partendo da sinistra: fuga in Egitto, a dodici anni nel tempio, battesimo al Giordano, flagellazione alla colonna, caduta sotto la croce alla presenza della madre. Molto pregevole qui è la precisione del disegno e la classicità delle forme. Anche l’altare laterale di Santa Lucia è una sua realizzazione.

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