Esterno

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Incastonata sul colle Sant’Agostino, tutta ricoperta del bianco candido del marmo travertino di Tivoli, sta la Basilica Santa Rita. Sulla facciata in alto, sopra la croce sorretta da sei angeli, troneggia scolpito in lettere latine l’anno in cui vengono ultimati i lavori: A.D. MCMXLIII (1943).

Sull’architrave sopra la porta d’ingresso puoi leggere il saluto inciso in onore della santa: Salve Rita vas amoris, sponsa Christi dolorosa / tu de spinis Salvatoris pulchra nasceris ut rosa (Salve Rita, vaso d’amore, sposa di Cristo dolorosa / tu, dalle spine del Salvatore, bella nasci come una rosa).

Ad incorniciare il portale d’ingresso, dieci bassorilievi realizzati dalle abili mani di Eros Pellini, immortalano gli episodi significativi della vita di Rita: (guardando dall’alto a sinistra) Rita con le api; Rita insegna ai figli a pregare; morte del marito; ingresso al monastero; prova dell’obbedienza; Rita suora dona il pane ai poveri; Rita riceve la stigmata; il pellegrinaggio a Roma; le rose e i fichi in inverno; il transito.

Sulla sinistra della facciata, dietro il cancello in bronzo, puoi scorgere il portale dell’antica chiesa della Beata Rita (1577), dove nel passato era venerato il corpo della santa.

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