La Chiesa della beata Rita

Sulla sinistra, attraverso una porta stretta si trova l'ingresso alla chiesa della beata Rita; non sempre visitabile perché utilizzata per la preghiera delle claustrali. È chiamata così la chiesa in cui è stato venerato il corpo della Santa dal 1577 al 1947.

Venne gravemente danneggiata dal terremoto del 1703 tanto che il corpo di Santa Rita fu tenuto per quattro anni in una baracca di legno nell'orto del monastero. È stata demolita per far posto al nuovo santuario. Di questa chiesa della beata Rita rimangono il portale e alcuni altari. Il portale visibile all'esterno porta la scritta: Per pia devozione verso la beata Rita dell'ordine degli eremitani di Sant'Agostino eretta A.D. 1577.

L'interno, ristrutturato nel 1994 non sempre è visitabile. In fondo, la decorazione in marmo, che incornicia la grata ove riposava il corpo di Santa Rita, fu eseguita nel 1629 a spese del cardinale Fausto Poli. La tela con Santa Rita che riceve la stigmata è di Tito Troia (1889).

A destra, c'è l'addolorata con in braccio il Cristo morto, tela di Salvi Castellucci di Arezzo (1625). Nell'altare di sinistra sta la tela di Virgilio Nucci (1610 circa): il crocifisso è in legno e gli altri personaggi sono dipinti. Essi sono: Maria Maddalena, la madonna e Giovanni Evangelista da un lato e Rita, Caterina di Alessandria di Egitto e Agostino dall'altro. La bella tela della resurrezione di Cristo, posta in alto sopra il tabernacolo, è del pittore Benedetto Nucci ed è datata 1588.

La vetrata sotto l'altare, come quelle a fianco del tabernacolo con l'Ascensione e la discesa dello Spirito Santo sono di Armando Marrocco (1994).

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