Il Coro antico

Entrando dalla porta destra, sotto la vite, accedi al Coro antico, dove Santa Rita fece la vestizione come monaca agostiniana. Qui lei pregava di giorno e di notte insieme alla sua comunità, meditando nel cuore ciò che si dice con la voce, come prescrive la Regola di Sant’Agostino.

Il Coro antico è anche il luogo legato all’entrata di Rita, ormai rimasta vedova, in monastero. Solo dopo molti ostacoli, la donna riuscì ad essere accettata come monaca dalla Badessa di allora.

Il Coro è abbellito dagli affreschi che vedi in alto (risalgono al 1595). Sulle pareti, sono appese le “sette tele”: sette dipinti, tutti con la stessa cornice, che un ignoto pittore locale di formazione manierista realizzò subito dopo la beatificazione di Rita da parte del Papa Urbano VIII, nel 1628.

Rappresentano sette tappe della vita di Rita: “Il prodigio delle api”; “L’apparizione dei santi Giovanni Battista, Nicola da Tolentino, Agostino”; “Il ritrovamento nel coro”; “La vestizione religiosa”; “Il ricevimento della stigmata”; “La sparizione della stigmata”; “La ricomparsa della stigmata”.

Il grande quadro al centro, dietro l’altare, raffigura la santa in piedi mentre riceve la stigmata; è di autore ignoto del 1700.

Salendo le scale all’esterno, appena entri nella parte superiore del monastero, hai davanti una bella immagine di Santa Rita, dipinta a olio su tegola da San Consadori nel 1980. Ai lati, due tele di pittore ignoto della prima metà del 1600: “la beata Rita libera la indemoniata”, “la beata Rita soccorre i naufraghi”.

Percorri poi lo stretto corridoio delle celle monastiche; dal numero delle porte si comprende che nel 1400 le monache erano 10-12. Continuando, ti troverai fuori, davanti all’edificio dell’Alveare di Santa Rita, la casa d’accoglienza che ospita bambine e bambine in difficoltà.

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