Il Monastero - Galleria Fotografica

Veduta esterna del Monastero Santa Rita, risalente al secolo scorso. Il Monastero, oggi. Un'altra veduta del XX secolo. Santa Rita visse tra queste mura per quarant'anni. L'imponenete portone in bronzo, all'esterno della clausura. Ai tempi di Rita, il Monastero era intitolato a S. Maria Maddalena. Ogni anno, circa un milione di pellegrini fa visita al Santuario di Cascia. I pellegrini possono visitare alcuni luoghi della clausura, come il chiostro. Qui si trova il pozzo dove Santa Rita attingeva l'acqua per l'orto. Per obbedienza, Rita innaffiò anche uno sterpo secco, che Dio trasformò in vite. Dentro ai fori, nel muro, abitano le api murarie. Le api sono un simbolo ritiano. Parte del Monastero, è l'Alveare di Santa Rita, fondato dalla Beata Fasce. Le Monache vivono una vita fatta di preghiera e di lavoro. Molti benefattori donano i loro abiti da cerimonia in beneficenza. Alla contemplazione, le Monache associano un servizio di ascolto per tutti. Il loro apostolato è l'evangelizzazione del cuore. Ogni giorno, sono accanto ai bambini dell'Alveare di Santa Rita. La Comunità vive secondo la Regola spirituale di Sant'Agostino. La parte antica del Monastero risale alla fine del 1200. La vite è il simbolo dell'obbedienza di Rita e della sua fecondità spirituale. Quella nel chiostro, è plurisecolare, ma postuma rispetto a Rita. Uno scorcio del pozzo, legato al miracolo della vite. Unita a Gesù, Rita è un tralcio che produce molti frutti. Le api murarie ricordano il primo miracolo attribuito a Rita in vita. Santa Rita entra in monastero, dopo aver perso il marito e i figli. Dopo aver portato pace tra le famiglie, ottiene il consenso della Badessa. Per 40 anni, Rita serve Dio e il prossimo con gioia e generosità. Negli ultimi 15 anni, riceve la stigmata, spina della croce di Cristo. Veduta dell'Alveare, dal Monastero. Le monache partecipano con gioia alla vita delle Apette. L'Alveare è nato per sostenere le bambine in disagio economico e sociale. Scorcio della Basilica, dal giardino del Monastero. Uscendo dalla porta vicino alla Cella di S. Rita, c'è il roseto. Come la rosa, Rita ha saputo fiorire nonostante le spine della vita. Il roseto è stato creato nel XIX sec. in ricordo del miracolo della rosa e dei fichi. Il fiore simbolo di Rita caratterizza anche la Benedizione delle rose. Una rosa del roseto in Monastero. Il silenzio è una delle regole della Comunità monastica. Salendo lungo le scale, si arriva all'Oratorio del Crocifisso. La tradizione racconta che qui Rita ricevette la stigmata. Ai piedi delle scale, invece, c'è l'entrata del Coro antico. Qui Santa Rita fece la vestizione come monaca agostiniana. Nella Cella di Santa Rita, si può ammirare la cassa solenne. La cassa solenne ha contenuto il corpo della santa alla sua morte. Il sarcofago sarebbe opera di Mastro Cicco Barbaro da Cascia. In questa cella, Rita si dedicava spesso alla preghiera. Nella cella accanto, è conservato l'anello nuziale di Rita. Qui c'è l'urna dorata che ha contenuto il corpo di Rita, dal 1745 al 1930.

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