La Struttura della Penitenzieria

Sulla sinistra, prima di entrare, puoi ammirare la Fonte della vita, di Armando Marrocco. Si tratta di una grande roccia spaccata, dove, lungo le fessure, scorre l’acqua mentre alcuni colombi in bronzo si dissetano. Questa fontana rappresenta la vera fonte della vita, che è l’Amore di Dio, vivente e operante nei Sacramenti della salvezza.

Sulle ante della porta d’ingresso sono riportate le quattro virtù cardinali: Prudenza, Giustizia, Temperanza e Fortezza.

Appena dentro, ti trovi nella Sala dell’accoglienza, dove vede la scultura del padre misericordioso che abbraccia il figliol prodigo, e un arcobaleno in mosaico, a ricordo dell’alleanza stabilita da Dio con Noè e l’umanità.

A seguire, c’è la Sala della preparazione alla Confessione. Sul muro, pannelli in marmo con disegni e frasi che aiutano a riflettere. Qui si può assistere ad una proiezione di circa 10 minuti.

I confessionali, piccole stanze semplici ed accoglienti, si trovano in due cappelle.

Nella prima cappella al centro c’è il Crocifisso e l’ambone, mentre nella seconda vi è un display luminoso su cui appaiono a intervalli regolari alcune frasi della Sacra Scrittura. Qui ci sono sacerdoti confessori che parlano, oltre l’italiano, le lingue più diffuse.

Proseguendo il cammino, arrivi a una nicchia dove sono abbandonati il mantello, il bastone, la bisaccia e i calzari del figliol prodigo. In questo modo, l’artista Marrocco ha voluto rappresentare la decisione del figlio di abbandonare il male ed essere una creatura nuova. Allo stesso modo, il pellegrino che si confessa e trova la riconciliazione, torna tra le braccia del Padre rinnovato.

L’ultimo atto del cammino di penitenza, è la gioia e la gratitudine per il perdono ricevuto. Entrando nella Sala del ringraziamento, si può vedere la statua del Cristo risorto, di Armando Marrocco, e uno splendido gruppo di gabbiani in volo.

Sulla parete è scritto: In cielo si fa più festa per un peccatore che si converte che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione (Luca 15,7).

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